I protocolli dietetici più particolari riguardano il ripristino dell’integrità della barriera intestinale in casi di intolleranze o allergie ( celiachia, gluten sensitivity, allergia al nichel e all’istamina, intolleranza al lattosio) o di alterazione della normale eubiosi intestinale ( esempio: protocollo low-foodmap per sindrome del colon irritabile). E protocolli clinici come la dieta chetogenica.
Nei casi di allergie o intolleranzeconclamate, i protocolli dietetici mirano all’esclusione dell’allergene con indicazioni precise su quali cibi è possibile inserire nella dieta ed, eventualmente, integrazione probiotica e prebiotica al fine di ristabilire una corretta eubiosi intestinale.
Il protocollo low fodmap è pensato per essere diviso in tre fasi: 1) esclusione, 2) reintegrazione, 3) adattamento. I Fodmap sono per definizione, alimenti contenenti oligo-di e mono-saccardi e polioli fermentabili, ovvero una serie di carboidrati a corta catena quali lattosio, fruttani, fruttosio, galattani e polialcoli che a causa del loro potere altamente fermentabile, possono apportare disturbi intestinali quali, gonfiore e dolore addominale persistenti, flautolenza, alterazione dell’alvo, feci mucose. La sintomatologia si presenta a fasi alterne e tende ad acutizzarsi in periodi di stress e di alimentazione troppo irregolare. Se tra i sintomi indicati ne sussistono almeno la metà si può parlare di sindrome del colon irritabile, una patologia acuta che colpisce il 10% della popolazione e che, se non curata, può diventare altamente invalidante. Con il protocollo low foodmap, si escludono per almeno 10 giorni alimenti considerati foodmap per ritrovare sollievo e benessere intestinale curando la causa e la sintomatologia nello stesso momento.
Il protocollo chetogenico è invece un protocollo alimentare utilizzato in ambito clinico, riservato a
poche persone, che mira all’eliminazione totale, per un periodo che va dai 20 giorni ai 30 giorni,
dei carboidrati, sia semplici che complessi. L’alimentazione sarà prevalentemente composta da
grassi e proteine che indurranno il corpo alla produzione di corpi chetonici, dai quali l’organismo
ricaverà l’energia necessaria per le attività quotidiane. La dieta chetogenica prevede diverse
tipologie della stess:
1. Classica : rapporto grassi - proteine - carboidrati di 4:1, cioè per ogni 4 gr di grassi, 1 gr è
composto da carboidrati e proteine. Protocollo nato per gestire l’epilessia
farmacoresistente.
2. VLCKD : protocollo che limita i carboidrati a meno di 30 gr al giorno per mantenere la
chetosi. Molto utilizzata per il dimagrimento classico.
3. Ciclica : alterna periodi di chetosi a periodi di ricarica di carboidrati.
In tutte le altre condizioni fisiologiche e patologiche, i piani alimentari vengono stipulati sulla base dell’anamnesi personale del paziente.